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mercoledì 19 settembre 2012

Il Cavaliere oscuro - il ritorno. Un connubio perfetto tra suspance e azione


Devo ammetterlo, non sono molto esperta di fumetti, ma siccome tutti in famiglia li leggevano non ho potuto far a meno di “apprendere” qualcosa, poi da quando i fumetti hanno “traslocato” nel cinema (si veda X Man, Spiderman, Ironman, Thor, Capitan America, ecc...) sono diventata praticamente una fan dei Supereroi.
L'ultimo che mi sono andata a vedere al cinema è stato “Il cavaliere oscuro – il ritorno”, e c'è da premettere che avevo già visionato i primi due film della saga, e che avevo in special modo apprezzato il secondo, “Il cavaliere oscuro”.
Nei fumetti il personaggio di Batman debutta sul numero 27 di Detective Comics del maggio 1939, pubblicato dalla National, oggi detta “DC Comics”.
 
Il personaggio fu creato da Bob Kane e Bill Finger, ed è diventato una dei simboli più importanti dei fumetti dei supereroi.
Per la creazione del personaggio Kane si ispirò dai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci e dalle visioni suggerite da due film in particolare: “Il segno di Zorro” del 1920, con l'eroe solitario che combatte contro le ingiustizie, e l'horror “The Bat”. A questi si devono poi aggiungere anche l'influenza dei così detti “pulp magazine” (economiche riviste di racconti che ebbero un discreto successo tra il 1920 e il 1950).
 Ma, tornando al film:
Sono passati otto anni dagli avvenimenti de “Il cavaliere oscuro”, e la città di Gotham gode di un meritato periodo di pace: con il decreto Dent, promulgato in seguito alla tragica morte dello stesso procuratore distrettuale, il dipartimento di polizia di Gotham ha quasi eliminato tutta la criminalità organizzata.
 Brtman è scomparso, Bruce Wayne è sparito dalla circolazione, auto reclusosi nella sua grande dimora con la sua società che cade in rovina, e il Commissario Gordon si sente in colpa per aver coperto i crimini compiuti da Due Facce (Il procuratore distrettuale Dent, dopo essere impazzito) incolpando Batman, così scrive un discorso per rivelare la verità alla popolazione di Gotham, ma decide infine che essa non è ancora pronta per sentirlo.

Durante una missione di ricerca di un membro del Congresso scomparso, Gordon viene rapito e trascinato nelle fogne dallo spietato terrorista mascherato detto “Bane”, che entra in possesso del testo del discorso del commissario.
Gordon rimane ferito durante la fuga e soccorso dall'agente di pattuglia John Blake (Che anche lui riserverà delle sorprese).
La figura di Bane è quella centrale dell'antagonista della pellicola. Un super criminale, un mercenario reso mostruoso da una maschera antidolorifica che gli copre metà volto.

Il criminale prima riduce la società Wayne in bancarotta e poi ruba il segretissimo reattore nucleare convertendo il nucleo, pensato per produrre energia pulita infinita, in un letale ordigno atomico.

Mentre il protagonista è rinchiuso in una prigione in cui è impossibile uscirne, che è situato in un profondissimo pozzo, malridotto e con la schiena spezzata, Bane instaura in città una vera e propria dittatura, una tirannide, un vero e proprio regime del terrore, e affida il detonatore della bomba nucleare ad un cittadino misterioso di cui, all'inizio, non se ne sa l'identità.
Intanto Bruce ascolta impotente il piano di Bane per illudere i gothamiti e poi ucciderli tutti senza pietà, dopo aver posizionato nel pozzo un televisore, cosicché il suo prigioniero osservi la distruzione di Gotham senza poter far nulla.
 "Quando Gotham sarà in cenere, avrai il mio permesso di morire".

In questo ultimo capitolo della saga i fratelli Nolan decidono di dare una nuova sfaccettatura al termine “terrore”: dopo il “terrore” inteso come caos affrescato (per me) dal per sempre insuperabile Joker di Ledger

e quello del caso personificato da Due Facce, in questo terzo capitolo il terrore si impersona in una spaventosa e sanguinaria guerra civile.
 Mai, come in questo caso, Gotham è esplicitamente assurta a sineddoche del mondo, e questa è una megalomania che ben si adatta al capitolo finale di una delle saghe più seguite di sempre.
Riassumendo, un film spettacolare che saprà non deludere.

Certo, di sicuro non riesce ad equivalere (sia qualitativamente che emotivamente) il secondo capitolo della saga (e dubito che un altro film mai ci riuscirebbe), e non sono pochi gli “strafalcioni” ne gli episodi paradossali e inverosimili, come ad esempio il fatto che tra il secondo e il terzo capitolo della serie non ci sia un apparentemente soluzione di continuità, e la formula della trama sembra essere un po' quella della ripetizione, ma, in mezzo al racconto di cotanta articolata corruzione tanto orrore e terrore, così verosimilmente presenti nella pellicola, le azioni e la trama del film riescono a coprire quasi completamente le mancanze e a coinvolgere lo spettatore tanto da farlo rimanere con il fiato sospeso fino all'ultimo secondo.



Voto:



4/5



(Non metto 5/5 solo perché quello lo metterei comunque al secondo capitolo della saga).