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mercoledì 8 agosto 2012

Star Wars: la storia dietro la storia.

Tra i tanti film che mi hanno sempre affascinata Guerre Stellari è senz'altro uno tra i primi.
Sono fortemente convinta che la passione che ho per i film e, in special modo, per il cinema si è fondamentalmente radicata nel mio DNA prima ancora che si potessero strutturare i miei caratteri somatici, ma ho intuito di essere una cinefila convinta soltanto quando ho guardato per la prima volta Guerre Stellari. Non ero ancora nata quando l'hanno dato per la prima volta nei cinema, ma non potrò mai dimenticare l'entusiasmo che mi avvolgeva quando, da bambina, una volta spente le luci del salone di casa e sedutami comodamente sul divano, iniziava il film con il famoso incipit: “tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...

Come si sa, l'idea originaria di George Lucas era quella di un film d'avventura fantascientifico.
Con questo progetto, insieme al produttore Gary Kurtz, tentò di acquistare i diritti della serie Flash Gordon, per produrne un remake, ma l'alto costo di diritti e il troppo controllo creativo che pretendevano i detentori, costrinsero il regista ad abbandonare il progetto.

Ma Lucas non si arrese, iniziando poi a scrivere una sceneggiatura completamente scritta di suo pugno, ispirandosi a diversi generi letterali e cinematografici, come i western, i telefilm seriali, le opere del regista Akira Kurosawa, riferimenti ai serial degli anni trenta in generale e in fine alla mitologia classica.
In seguito, nel 1974, ampliò la bozza della sceneggiatura, che comprendeva già elementi come i Sith, la Morte Nera e un giovane protagonista chiamato Annikin Starkiller. Nella seconda versione della bozza, il regista semplificò la storia e introdusse l'eroe proveniente da una fattoria, cambiandone il nome in Luke. Il padre del protagonista era ancora un personaggio presente nella storia, e la Forza si era trasformata in un potere sovrannaturale.
 Nella versione successiva venne eliminato il personaggio del padre, che venne sostituito con un sostituto: Ben Kenobi.
Nel 1976 venne preparata una quarta bozza per le riprese e il film venne intitolato “Le avventure di Luke Starkiller, come narrate nel Giornale dei Whills, Saga I: Le Guerre stellari. Durante la produzione, Lucas cambiò il cognome di Luke in Skywalker e modificò il titolo in “Star Wars”.
La gente chiedeva, 'tra tanti soggetti, perché scegliere proprio quello?' e io dicevo: 'beh, è bello fare film per i giovani, voglio parlare alla loro immaginazione'. Questo è il mio intento”. Racconta Lucas riguardo alla pellicola.
Il progetto per il film fu presentato sia alla Universal che alla United Artists, ma entrambe bocciarono subito la pellicola. Solo la 20th Century Fox l'approvò, ma solo grazie all'intervento di Alan Ladd, all'epoca direttore creativo.

 Con l'accordo preliminare in tasca, nel 1974 Lucas iniziò a rifinire il copione e la sceneggiatura:
Diventò un copione molto corposo, quasi duecento pagine. La storia mi aveva preso la mano, dovetti scendere ad un compromesso e dissi: 'ne prenderò un terzo, il primo atto, e ne farò un film. Ma avevo scritto tanto, avevo passato un anno a scrivere la storia, e mi dissi che non volevo buttare due terzi di un anno perché non potevo permettermi altro, solo perché mi davano i soldi solo per un film, perciò lo misi da parte e dissi: 'costi quello che costi, finirò questo film'”.
Per realizzare concretamente il progetto e conquistare il consiglio di amministrazione delle Fox, Lucas ingaggiò l'artista concettuale Ralph McQuarry, che creò delle immagini spettacolari, le quali conquistarono il consiglio di amministrazione che approvò un budget di 8, 250, 000 milioni di dollari.
 
Una volta concluso il contratto Lucas andò alla ricerca degli attori che avrebbero dovuto prendere parte al film, accompagnato dal suo amico Braian Depalma, che cercava anche lui attori per “Carrie”, un horror di Stephen King. Il regista ci mise sette mesi per completare il casting di Star Wars.
Per il ruolo di Luke Lucas voleva un uomo che esprimesse intelligenza e integrità morale,

così venne scelto Mark Hamill, il quale rammenta divertito: “ricordo una battuta del provino che non dimenticherò mai. Luke dice: 'non possiamo tornare indietro, la paura è la loro più grande difesa, la sorveglianza li non può essere più stretta che su Aquali o Solust, e forse è diretta ad un assalto su larga scala.' Ho letto la battuta e ho pensato: 'ma chi parla così?' Ma l'ho recitata con intensità”.
Per il ruolo di Han Solo invece ci voleva una persona più grande e decisamente molto più cinica. Harrison Ford sembrava perfetto per la parte, ma avendo già lavorato in “American Graffiti”, e dato che Lucas pretendeva per il suo film volti del tutto ignoti nel mondo del cinema, fu solo preso per dare la battuta agli attori nei provini.

Mi diedero le parti e mi chiesero se volevo aiutare gli altri attori a recitarle. Il mio compito era di spiegare ai vari attori che provavano quale era la loro parte, e qual'era il senso della battuta che dovevano dire”, spiegherà in seguito lo stesso Ford.
Ma non passò molto tempo che Lucas rimase affascinato dall'interpretazione dell'attore, che diede a Han Solo un misto di spavalderia mercenaria e noia di vivere.

La parte della principessa Leia, un personaggio che pur avendo la stessa età del protagonista era molto più matura, venne data Carrie Fisher, a patto che andasse in una clinica specializzata per dimagrire di cinque chili.

Nel ruolo di Obi-Wan Kenobi invece il regista volle scritturare una star affermata, e scelse Alec Guinness, (oscar al miglior attore nel film “Il ponte sul fiume Kwai”).
In seguito, per il ruolo chiave di Dart Fener, in cui occorreva un fisico forte e imponente, venne scelto il sollevatore di pesi massimi David Prowse.


Chewbecca invece venne interpretato dall'altissimo Peter Mayhew (la sua altezza era di 2 metri e 21cm). 
 
Trovare gli interpreti giusti per i robot invece non fu semplice: per i androidi C3PO e R2D2 (Che nella versione italiana della serie originale, R2-D2 era stato ribattezzato in sede di doppiaggio in C1-P8 mentre C-3PO aveva preso il nome di D-3BO. Forse ciò è dovuto al fatto che abbiano ipoteticamente cambiato codice dalla fine del terzo episodio), ci vollero attori in carne ed ossa.
Per le parti vennero scelti gli attori Kenny Baker (perfetto nella parte di R2D2, con i suoi 112 cm di altezza) e Anthony Daniels.

Per supervisionare gli effetti sonori di “Una nuova speranza”, Lucas ingaggiò Ben Burtt, il cui lavoro fu talmente all'avanguardia che l'Academy gli conferì uno speciale riconoscimento. La Lucasfilm sviluppò poi il sistema audio THX per il film “Il ritorno del Jedi”, primissimo film ad essere presentato con questo sistema sonoro.
Mentre, per quanto riguarda gli aspetti tecnici, tutti i film della serie vennero girati con un aspect ratio (cioè il rapporto d'aspetto matematico che indica la larghezza e l'altezza dell'immagine) di 2.35:1.
Dopo aver scoperto che il settore della 20th Century Fox dedicato agli effetti speciali era stato fatto smantellare (in parte per gli alti costi, e in parte perché il gusto e la cultura cinematografica in generale si indirizzavano verso film essenzialmente realistici), Lucas fondò la “Industrial Light & Magic”.

Per la creazione di molti degli effetti visivi venne utilizzato il Motion control photography, con il quale si poté creare l'illusione che faceva credere grandi oggetti di piccole dimensioni tramite l'uso di modellini e di telecamere molto lente. I modelli delle astronavi vennero creati in base ai disegni di Joe Johnston e colorati da McQuarry.  
Quando le riprese iniziarono nel deserto della Tunisia per le scene sul pianeta Tatooine, il cast dovette affrontare diversi problemi, tra i quali il peggior temporale che ci fosse mai stato in Tunisia, il malfunzionamento del materiale e il guasto dei dispositivi elettronici.
Dopo le riprese in Tunisia, lo staff si spostò agli Elstree Studios (Londra) per girare gli interni. Qui i problemi non mancarono: le rigide norme sindacali inglesi imponevano a Lucas di dover cessare le riprese alle 17:30, il regista poteva chiedere alla troupe un altro quarto d'ora, ma gli venne sempre negato. Un altro problema era lo scarso interesse da parte del cast nei confronti del film: in molti infatti lo consideravano un “film per bambini”.
 Lo stesso Kenny Baker, (R2-D2), confessò di aver pensato che il film potesse essere un fallimento.
C'era una principessa con delle strane crocchie nei capelli e un gigante vestito da scimmia. Era buffo davvero, molto, molto buffo”. Ricorda poi in seguito Harrison Ford.

Ford criticò anche i dialoghi dei personaggi dicendo a Lucas: “Puoi mettere questa merda nei copioni, George, ma sono sicuro che tu non riusciresti mai a parlare così.”

La produzione del film divenne così stressante per Lucas che ad un certo punto ebbe un infarto e i medici gli diagnosticarono un'ipertensione ed un esaurimento nervoso dovuto ad uno stress eccessivo.
Un altro problema fu quello delle voci dei personaggi e gli effetti sonori. Il sound designer Ben Burtt si occupò di questo, creando quella che venne poi definita da Lucas stesso la "colonna sonora organica".

Per i rumori delle pistole blaster utilizzò un misto tra diversi rumori metallici tra i quali delle funi. Per la voce di Chewbecca miscelò i versi di diversi animali come orsi, leoni, cani, e tigri. Per R2D2, Lucas e Burtt crearono i suoi "bip" registrando le proprie voci grazie ad un sintetizzatore elettronico. Per Fener, Lucas utilizzò la voce di James Earl Jones, che era caratterizzato da una voce profonda ed autoritaria.
 
Le riprese del primo film iniziarono il 22 marzo 1976 e terminarono il 16 luglio 1976.
All'uscita del film nessuno voleva programmarlo, e solo quaranta sale accettarono di programmarlo.

Alla vigilia del debutto nelle sale del film, Giorg Lucas, gli attori e tutto lo staff, si strinsero aspettandosi il peggio.
Ma comunque sarebbe andata a finire, il 25 maggio del 1977, sarebbe stata una data memorabile nella storia del cinema.


Fu un successo.
Non avevo mai visto effetti speciali così reali. Rimasi a bocca aperta”, commenterà in seguito il cineasta Steven Spielberg.
I film di Star Wars sono stati quelli che hanno aperto la strada alla nuova tecnologia, cambiando radicalmente il modo stesso di fare cinema.


Nel1978 la pellicola vinse numerosi Premi Oscar: alla Migliore scenografia a John Barry, Norman Reynolds, Leslie Dilley e Roger Christian. Migliori costumi a John Mollo. Miglior effetti speciali a John Dykstra, Richard Edkund, Grant McCune, Robert Blalack e John Stears. Miglior montaggio a Marcia Lucas, Tichard Chew e Paul Hirsch. Migliore colonna sonora a John Williams. Miglior sonoro a Don MacDougall, Ray West, Bob Minkler, Derek Ball, e uno Special Achievement Award a Ben Burtt. E questo solo per il primo film.
Niente male, per quello che doveva essere un “film per bambini”.


4 commenti:

  1. Veronica sei immensa! Eternalizzi la fantasia per dare forza all'esistente! Tvb

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  2. Devi essere molto giovane per iniziare la presentazione del film: - non potrò mai dimenticare l'entusiasmo che mi avvolgeva quando, da bambina, una volta spente le luci del salone di casa e sedutami comodamente sul divano, iniziava il film con il famoso incipit: “tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...” Eppure lo descrivi con una freschezza e un entusiasmo che io stessa non avrei potuto fare quando lo vidi tanti anni fa al cinema. E’ proprio vero che non esistono generazioni per sentire le cose. Ogni tanto ti leggo e trovo sempre aneddoti gustosi. Brava! Ok. Lucy56

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  3. Ill translate your Italian. But it's nice to know that an Italian girl, because you saw this movie as a child, dreams see the costumes and the contents of another people. From the way you treat the contents, maybe you're in the industry and it's nice to know that you study the culture of American dreams. I do not see your picture but it's ok. Good job and great passion. Abigail59

    Traduco male il tuo italiano. Ma è bello sapere che una ragazza italiana, visto che vedevi questo film da piccola, veda i sogni i costumi e i contenuti di un altro popolo. Da come tratti i contenuti, forse sei del settore ed è bello sapere che tu studi la cultura dei sogni americani. Non vedo la tua foto ma va bene cosi. Buon lavoro o bella passione. Abigail59

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